Credito d’imposta per ricerca e sviluppo – Legge di stabilità 2015

Credito d’imposta per ricerca e sviluppo – Legge di stabilità 2015

L’articolo 3 del decreto-legge n. 145 del 2013 e modificato dalla Legge di Stabilità 2015 (Dl n. 190/2014) ha introdotto nuovamente il credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo delle imprese.

GRAZIE AL CREDITO D’IMPOSTA È POSSIBILE DETRARRE IL 50% DELLA SPESA INCREMENTALE PER LE COLLABORAZIONI CON SOGGETTI COME T3LAB.

Principali elementi della misura:

– Credito d’imposta del 25% su investimenti incrementali in R&S nel quinquennio 2015-2019
– Per i costi connessi all’assunzione di personale altamente qualificato impiegato in attività di R&S e i costi della ricerca svolta con università, organismi di ricerca, altre imprese (comprese startup e PMI innovative), il credito d’imposta è maggiorato, ovvero pari al 50%
– L’incrementalità è calcolata rispetto alla media (fissa) degli investimenti fatti nel triennio 2012-2014
– Le spese annuali per attività di R&S devono essere almeno € 30 mila
– La detrazione massima annuale è di € 5 milioni per ciascun beneficiario

Il credito d’imposta può essere fruito in modo semplice e rapido: non è riconosciuto a seguito della presentazione di un’apposita istanza per via telematica, ma è concesso in maniera automatica a seguito della effettuazione delle spese agevolate.
Possono usufruirne tutte le imprese senza limiti di fatturato e indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano e dal regime contabile.

Spese ammissibili all’agevolazione:

– spese per il personale altamente qualificato impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo, in possesso di un titolo di dottore di ricerca, iscritto ad un ciclo di dottorato presso un’università italiana o estera, o in possesso di laurea magistrale in discipline di ambito tecnico o scientifico -lett. a
quote di ammortamento delle spese di acquisizione/utilizzazo di strumenti e attrezzature di laboratorio con costo unitario non inferiore a €2.000 (al netto IVA) -lett. b
– spese relative a contratti di ricerca stipulati con università, enti di ricerca ed organismi equiparati e con altre imprese, comprese le start-up innovative -lett. c
competenze tecniche e privative industriali relative a un’invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale anche acquisite da fonti esterne -lett. d.

Queste categorie di costi devono riguardare, nel complesso, attività di R&D quali lavori sperimentali teorici, ricerca pianificata o indagini critiche, elaborazione di progetti, piani, disegni, prototipi, progetti pilota. Non si considerano agevolabili le modifiche ordinarie o periodiche di prodotti, linee di produzione, processi di fabbricazione, servizi esistenti ed altre operazioni in corso, anche quando dette modifiche rappresentino miglioramenti.

La documentazione contabile relativa al credito d’imposta va certificata e allegata al bilancio. La certificazione deve essere effettuata dal revisore legale o dal collegio sindacale; le imprese non soggette a revisione e prive del Collegio sindacale devono rivolgersi ad un revisore esterno per la certificazione (le spese del revisore sono ammissibili al credito nel limite massimo di €5.000). Infine, le imprese beneficiarie del credito sono tenute a conservare, con riferimento ai costi di cui al credito d’imposta, tutta la documentazione utile a dimostrare l’ammissibilità e l’effettività degli stessi.

Fruizione dell’agevolazione:

Il codice tributo con cui le imprese, dal 1° gennaio 2016, potranno utilizzare il credito d’imposta in compensazione nel modello F24 è il 6857 “Credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo – art. 3, Dl n. 145 del 23 dicembre 2013”.
Il bonus è concesso in maniera automatica, a seguito dell’effettuazione delle spese agevolate, escludendo, al contrario del passato, il passaggio intermedio costituito dalla presentazione di un’apposita istanza per via telematica.

Il credito d’imposta è infatti attribuito a tutte le imprese che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2019. Possono beneficiare anche i consorzi e le reti di imprese, a patto che effettuino attività di ricerca e sviluppo e le imprese neo-costituite, la cui attività è stata intrapresa a partire dal 2015.

Il credito d’imposta è cumulabile con altri bonus, tra cui quello relativo agli investimenti in beni strumentali nuovi, previsto dall’articolo 18 del dl 91/2014, oltre alla cumulabilità e piena sinergia anche con il Patent box: i costi ammissibili al credito di imposta rilevano per l’intero ammontare anche ai fini della determinazione del reddito agevolabile da Patent box.

Come calcolare l’agevolazione annuale

– verificare le spese sostenute nelle due categorie principali di spesa (tipologia 25% o tipologia 50%) nel triennio 2012, 2013, 2014 e calcolarne la media
– verificare le spese sostenute nell’anno per cui si vuole richiedere l’agevolazione per ciascuna categoria
– determinare la variazione di ciascuna categoria rispetto alla media del triennio 2012-2014 ed applicare la relativa percentuale di agevolazione
– indicare nel mod. UNICO il credito d’imposta calcolato (utilizzabile esclusivamente in compensazione)

Nota che…
– qualora entrambe le categorie evidenzino un incremento, il credito d’imposta è calcolato applicando a ciascun incremento la relativa aliquota (50 o 25 per cento)
– se l’incremento si dovesse verificare solo per una categoria (e l’altra rimane immutata), il credito d’imposta viene calcolato applicando l’aliquota relativa alla categoria con spesa incrementale
– qualora a fronte di un incremento della spesa generale per investimenti, un gruppo di spese (es. quello soggetto ad aliquota 25%) sia interessato da un incremento e l’altro gruppo di spese (es. quello soggetto ad aliquota 50%) sia oggetto di un decremento, il credito d’imposta si calcola sulla differenza tra media 2012-2014 e variazione complessiva dell’anno in oggetto applicando l’aliquota delle spese che hanno visto incremento (seguendo l’esempio: 25%), in modo tale da dare rilevanza al decremento dell’altro gruppo.

Brochure riepilogativa sul credito d'imposta per attività in ricerca e sviluppoBrochure riepilogativa sul credito d’imposta per attività in ricerca e sviluppo – Legge di stabilità 2015
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Simulatore per il calcolo del credito d'impostaSimulatore per il calcolo del credito d’imposta
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